Amélie Beaury-Saurel: la pittrice dell’emancipazione femminile

clarazennaro Amélie Beaury-Saurel

I primi contatti con il mondo dell’arte

Amélie Beaury-Saurel nacque nel 1849 a Barcellona da genitori francesi.
Quando la famiglia tornò a Parigi, venne spronata dalla madre a eseguire le copie dei dipinti dei grandi artisti presso il Louvre.
Nel 1873 completò la riproduzione del Cristo in croce di Peter Paul Rubens per la chiesa di Issy, su commissione della prefettura del dipartimento della Senna.
Il pittore Joseph-Nicolas Robert-Fleury, che apprezzò il suo lavoro, le consigliò quindi di formarsi all’Académie Julian.

Juana Romani


La scuola ufficiale francese, l’École des Beaux-Arts di Parigi, aprì, infatti, i suoi corsi alle donne soltanto nel 1897.
L’Académie Julian, al pari dell’Académie Colarossi, era sorta per offrire un’alternativa all’istituzione artistica ufficiale, ormai considerata da molti troppo tradizionalista. Le nuove Accademie erano di visione aperta e consentivano l’accesso ai loro corsi alle donne. Inoltre, non prevedevano i difficili esami d’ingresso in lingua francese necessari per accedere all’École des Beaux-Arts. Per questo erano molto frequentate anche dagli studenti stranieri.
Qui Amélie Beaury-Saurel studiò con Jules Joseph Lefebvre, Tony Robert-Fleury e Jean-Paul Laurens.

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Dopo pranzo
photo credit: www.ichi.pro

La carriera artistica di Amélie Beaury-Saurel

Nel 1874, Amélie Beaury-Saurel fece il suo debutto al Salon de la Société des Artistes Français, dove continuò ad esporre anche negli anni successivi.
All’Esposizione universale di Parigi ottenne una medaglia di bronzo, mentre nel 1891 fu premiata all’Esposizione Blanc et Noir.
La pittrice sposò Rodolphe Julian, fondatore dell’omonima accademia.
Amélie Beaury-Saurel si dedicò al ritratto. Le sue donne sono creature affascinanti e di carattere. Rappresentano un ideale femminile di modernità ed emancipazione.
Dopo il matrimonio, pur continuando la sua attività, si occupò dell’organizzazione dei corsi per artiste all’Académie Julian, che passò sotto la sua direzione nel 1907, a seguito della morte del marito. In sua memoria, Amélie Beaury-Saurel acquistò un castello a Lapalud, il paese della Provenza in cui Julian era nato.
La pittrice fu attiva fino alla sua morte, avvenuta nel 1924.

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Amélie Beaury-Saurel, Public domain, via Wikimedia Commons

Le opere di Amélie Beaury-Saurel

Nel dipinto Accademia, Amélie Beaury-Saurel rappresenta una modella a torso nudo che si regge ad alcuni steli di bambù. La sua posa è decisa e carica di orgoglio, il suo sguardo serio.
L’opera può essere letta come la posizione della pittrice nei confronti del difficile ruolo delle donne nel mondo dell’arte, nonché un’esortazione rivolta alle sue colleghe a continuare il proprio lavoro con determinazione e fermezza. Questo tema le sarà caro per tutta la sua carriera.

In Séverine, uno dei suoi ritratti più famosi, possiamo riconoscere i tratti della giornalista francese femminista, anarchica e socialista Caroline Rémy de Guebhard, che utilizzava appunto lo pseudonimo Séverine.
Il leggero abito bianco e il pallore della pelle della donna contrastano con lo sfondo brunito. Il fiore rosso appuntato sulla cintura simboleggia le sue opinioni politiche.
Amélie Beaury-Saurel dipinge una figura femminile emancipata e sicura di sé, il cui sguardo è rivolto al futuro. Degna di nota è la cura con cui l’artista ha realizzato le mani della modella.

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Séverine
Amélie Beaury-Saurel, Public domain, via Wikimedia Commons

Nel Blu è un’altra opera che parla di riscatto della condizione femminile. Una donna dallo sguardo sognante è seduta ad un tavolo mentre fuma con disinvoltura una sigaretta. La sua posizione è spontanea; non esprime la consueta grazia dei tradizionali ritratti femminili. Nonostante ciò, Nel Blu è un’opera che parla di intimità e della bellezza dei piccoli gesti quotidiani.

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Nel Blu
photo credit: File:Beaury-Saurel Dans le bleu (RO 494).jpg|Beaury-Saurel Dans le bleu (RO 494)

Lo stesso tema viene ripreso in Dopo pranzo. In questo caso il soggetto dell’opera, probabilmente la stessa pittrice, sembra avere una maggiore consapevolezza dei suoi gesti. La sua posa è accattivante, l’espressione seducente, in contrasto con l’austerità dell’elegante abito scuro che indossa. L’unico tocco di colore è rappresentato dal mazzolino di fiori viola che porta appuntato alla vita.

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Clara Zennaro

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