Le artiste nella storia

Clara Zennaro storie di artiste straordinarie

Nei libri di storia dell’arte, la percentuale di artiste che vengono ricordate per aver apportato cambiamenti significativi al mondo della pittura, della scultura e dell’architettura è molto inferiore rispetto a quella dei colleghi di sesso maschile.

In gran parte ciò è dovuto al ruolo, per lungo tempo subalterno, della donna nella società, ma ciò non significa che non siano esistite artiste che abbiano saputo distinguersi per le loro doti e competenze, e che siano riuscite addirittura a costruirsi una carriera solida in ambito artistico.

Dal Rinascimento all’Ottocento

La maggior parte delle artiste vissute in questo periodo provengono da contesti sociali molto vicini al mondo dell’arte. Molto spesso sono, infatti, figlie, sorelle oppure mogli di artisti o di mercanti d’arte. La loro formazione avviene nelle botteghe di famiglia, dove è possibile per loro apprendere le tecniche pittoriche o scultoree, oltre che la prospettiva e l’anatomia, materie che per una donna era impossibile studiare altrove.


Juana Romani

Le artiste nella storia in alcuni casi si formano all’interno di conventi, luoghi dove, un tempo, le giovani di buona famiglia venivano mandate per essere educate dalle suore.

Concluso il tempo della loro istruzione, ritornavano alle loro case per contrarre un matrimonio combinato. In altri casi prendevano i voti, di loro volontà oppure per costrizione. Nei conventi, oltre a dedicarsi alla preghiera, molte religiose svilupparono doti artistiche, in particolare come miniaturiste, ma anche come pittrici e architette.

Alcuni pittrici hanno lavorato come ritrattiste presso le maggiori corti reali europee. Si tratta di artiste che avevano raggiunto una fama consolidata nel loro ambiente e che furono chiamate a lasciare le loro città per diventare dame d’onore e impartire lezioni a nobili e a monarchi. In alcuni casi, anche in epoche molto remote, queste donne riuscirono a sviluppare una carriera di successo.

Le Accademie

Molte di queste artiste si guadagnarono l’accesso esclusivo alle Accademie e alle Scuole d’arte. Spesso, le donne erano ammesse a frequentare i corsi soltanto dopo aver sostenuto difficili prove d’esame, da cui erano esonerati gli alunni maschi.

Le tematiche a cui potevano ispirarsi erano ridotte a fiori, ritratti e nature morte. Infatti, per un lungo periodo, fu loro vietato frequentare la scuola di nudo oppure ritrarre soltanto parzialmente il corpo maschile. Per questo motivo, la loro educazione artistica veniva considerata imperfetta. Furono escluse da premi e facilitazioni accademiche e fu difficile per loro esporre i propri lavori.

Qualcuna di queste artiste si batté per riuscire ad aver accesso ad un’istruzione adeguata. Molte furono le difficoltà che incontrarono e alti furono i prezzi da pagare per aver reclamato il loro diritto all’emancipazione e all’uguaglianza.

Soltanto nei primi anni del Novecento, in Europa, le cose cambiarono. Le donne poterono iniziare a frequentare di iscriversi ai regolari corsi d’arte presso le Accademie.

In maniera voluta, l’articolo ha evitato di riportare i nomi di queste grandi donne, spesso dimenticate, che hanno dato un contributo incommensurabile al mondo dell’arte. Se vuoi scoprire chi sono, inizia a seguire questo nuovo blog e inscriviti alla newsletter mensile.

Clara Zennaro

2 risposte a “Le artiste nella storia”

  1. grazie Clara per darci questa opportunità, la conoscenza in ambito artistico non si esaurisce mai

    1. Grazie a te, Nicoletta!

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