La pittura sociale di Elizabeth Nourse

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Scene di vita quotidiana, in cui le protagoniste, per lo più contadine e donne umili, si lasciano osservare, tranquille, dall’occhio attento dello spettatore. Sono i dipinti di Elizabeth Nourse, ritrattista di genere.
Originaria di Cincinnati, fin da giovanissima studiò arte e si dedicò alla pittura e all’acquarello.

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Nella chiesa di Volendam
photo credit: Elizabeth Nourse, Public domain, via Wikimedia Commons

Viene definita uno dei precursori della pittura realista sociale. Fin dagli inizi, la sua attenzione si focalizzò sulla vita dei poveri lavoratori rurali del Midwest e, in particolar modo, sulle difficoltà delle donne nella gestione della famiglia.



Ammirata per la sua grande perizia tecnica, Elizabeth Nourse raffigurò donne e bambini senza mai idealizzare i suoi soggetti. La sua pittura è stata influenzata da Bastien-Lepage.

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Sulla diga di Volendam
photo credit: Elizabeth Nourse, Public domain, via Wikimedia Commons

La formazione e il trasferimento a Parigi

Nata nel 1859, studiò a Cincinnati, presso la McMicken School of Design e alla Art Students League di New York, grazie all’intervento di un mecenate. A Parigi continuò la sua formazione presso l’Académie Julian, insieme a Gustave Boulanger e Jules Lefebvre.
Nella capitale francese, in principio, visse in un monolocale sulla Rive gauche, insieme alla sorella Louise, che sostenne sempre il suo lavoro, occupandosi della casa e successivamente dei suoi affari.
Poco dopo aver terminato gli studi, aprì il suo atelier.

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La madre
photo credit: Elizabeth Nourse, Public domain, via Wikimedia Commons

Nel 1888 uno dei suoi dipinti più famosi, La Madre, venne esposto al Salon.
Iniziò a firmare le sue opere con il nome completo soltanto quando raggiunse una solida fama, attorno al 1891. Prima di allora utilizzò soltanto la prima lettera del suo nome, per non rivelare il suo sesso e non subire pregiudizi.

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Donna con un’arpa
photo credit: Elizabeth Nourse, Public domain, via Wikimedia Commons

I viaggi di Elizabeth Nourse

Elizabeth Nourse viaggiò molto in Europa, Russia e Nord Africa. Visitò la campagna francese, esplorò l’area della foresta di Fontainebleau e il piccolo comune di Barbizon, famoso per aver ospitato una celebre colonia di artisti.
Fu la seconda donna americana ad essere votata nella Société Nationale des Beaux-Arts, uno dei più importanti Saloni dell’epoca, organizzato tra gli altri da Rodin e Puvis de Chavannes.

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La chiesa di S. Francesco d’Assisi
photo credit: www.artrenewal.org

Durante un viaggio in Italia, intrapreso insieme alla sorella, completò alcuni dipinti religiosi, tra cui La Chiesa di San Francesco d’Assisi.
Compì un viaggio faticoso su di un carro trainato da buoi, per raggiungere un villaggio di montagna austriaco, dove dipinse Le contadine di Borst.
Durante l’estate del 1892 visitò, invece, l’Olanda.

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Il fratello e la sorella
photo credit: Elizabeth Nourse, Public domain, via Wikimedia Commons

Il primo conflitto bellico e la morte

Allo scoppio della prima guerra mondiale, Elizabeth Nourse decise di non ritornare negli Stati Uniti, come fecero molti dei suoi connazionali. Rimase in Francia, e si attivò nel sostegno dei profughi di guerra.
La sua opera Le persiane chiuse fu esposta presso il Musée du Luxembourg, la sezione del Louvre dedicata agli artisti viventi.

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Studio
photo credit: Elizabeth Nourse, Public domain, via Wikimedia Commons

Nel 1920 scoprì di avere un cancro al seno; venne operata, ma, nel 1937 la malattia tornò, portandola alla morte l’anno successivo.

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Lezione di cucito
photo credit: Elizabeth Nourse, Public domain, via Wikimedia Commons

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Clara Zennaro

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